Ernest “Ezi” Wilimowski: il figlio dimenticato dell’Alta Slesia

Nella storia del calcio c’è stato un uomo, diviso tra Polonia e Germania, capace di segnare un poker ai Mondiali (perdendo comunque la partita), che ha chiuso la carriera con più gol che presenze, che ha cambiato nazionalità due volte, che non ha potuto far ritorno in patria mai più dopo la Seconda Guerra Mondiale… il suo nome era Ernest Wilimowski.

Oksana Chusovitina: la ginnasta immortale

Nella storia dello sport, solo pochissimi eletti possono vantare delle carriere molto longeve e ai massimi livelli. Ma fra questi highlander dei Giochi Olimpici, c’è solamente un’atleta che non appartiene a quell’insieme di sport che non impattano così pesantemente sul proprio fisico come l’equitazione, il tiro o la vela. Oksana Chusovitina è una ginnasta. L’unica della storia ad aver ottenuto la partecipazione a ben otto Olimpiadi (contando anche la rinviata Tokyo 2020). Ma c’è tanto altro…

L’Ungheria del ’54: Genesi e morte dell’Aranycsapat

Non sempre sono i più forti a finire nei libri di storia. Questa è la storia dei leggendari giocatori della “Squadra d’Oro”, la nazionale ungherese degli anni cinquanta che rimase imbattuta per quattro anni, salvo poi perdere la finale del mondiale svizzero sotto circostanze incredibili

Imke Wubbenhorst: la prima allenatrice donna nel calcio tedesco ha la sfrontatezza giusta

“Negli spogliatoi i suoi giocatori sono obbligati a indossare i pantaloncini?”. “Certo che no, sono una professionista, scelgo i giocatori in base al pene”. La prima coach donna ad allenare una squadra di calcio maschile tedesca: Imke Wubbenhorst si presenta così alla stampa, con una risposta ironica ma d’impatto ad una domanda che ha più a che fare col pregiudizio e col sessismo più che con il calcio e le competenze dell’allenatrice.

Shin A Lam: La schermitrice che fu beffata “all’ultimo secondo”

La storia di una semifinale olimpica di scherma in cui la coreana Shin A Lam, in un drammatico déja-vu, visse per ben tre volte l’ultimo secondo della sua sfida contro Britta Heidemann. Fu una vittoria della tedesca o una sconfitta per la tecnologia? Ai posteri l’ardua sentenza.

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