È notizia di questi giorni la scomparsa della 23enne ciclista su pista Kelly Catlin. Statunitense del Minnesota, la Catlin aveva vinto 3 Mondiali di fila nell’inseguimento a squadre (2016-2017-2018) e l’argento olimpico a Rio 2016 nella stessa specialità. Pare si sia suicidata.
Questa tragedia ci porta alla mente altre morti premature nel ciclismo femminile.
Giovani ragazze strappate troppo presto allo sport, e soprattutto alla vita.

La nostra Michela Fanini nel 1994, pochi mesi dopo aver vinto il Giro d’Italia, morì a 21 anni in un incidente stradale, mentre era alla guida della sua auto nei pressi di Lucca, la sua città.

Anche la bielorussa Zinaida Stahurskaja, campionessa del Mondo nel 2000, perse la vita in un incidente stradale nei pressi della propria città natale. Nel 2009, a 38 anni, mentre si stava allenando nella sua Vicebsk per i campionati nazionali bielorussi, fu coinvolta in un frontale con un fuoristrada.

Tornando infine al ciclismo su pista e ad atlete italiane, la veneta Chiara Pierobon è venuta a mancare nel 2015 a Ingolstadt, in Germania, alla vigilia del Giro di Bochum. Aveva 22 anni, e a portarla via fu un’embolia polmonare.
