È la squadra del destino.

Fred VanVleet, il padre morto in una sparatoria, prima undrafted e poi la lunga gavetta in G-League.

Serge Ibaka, che dopo la sconfitta della OKC dei big four in finale sembrava destinato a non vincere più nulla

Marc Gasol, una vita passata ai Grizzlies da uomo-squadra e andato a Toronto afferrando l’ultima occasione della carriera per imitare il fratello Pau e vincere un anello.

Pascal Siakam, il camerunese che per inseguire il sogno della pallacanestro, consigliato da un veterano come Mbah a Moute, ha abbandonato il seminario.

Kyle Lowry, il cinque volte all-star che però nel momento chiave della stagione offuscava la sua stella ormai da troppo tempo.

Kawhi Leonard, si conferma giocatore da leggenda, e se Zaza non avesse fatto ciò che ha fatto, probabilmente il volto di questa NBA sarebbe molto diverso.

Lo avevano scritto nel destino, che gli dei del basket, il fato e tutto il resto li avrebbero guidati alla vittoria.

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